Progetto INFORMAFRICA


Ridurre il "digital divide" portando la nostra CONOSCENZA
in modo ETICO e RESPONSABILE, ma non i nostri "modelli di vita"

martedì 7 aprile 2020

20.05 – Covid19… considerazioni a ruota libera



Ci siamo lasciati, un paio di settimane fa, parlando di questo “mostro” che sta attanagliando il mondo intero, con il mostro sempre attivo e noi chiusi in difesa a cercare di salvare il pari o di perdere con il minor scarto possibile…
Purtroppo lo “scarto”, nel nostro caso, sono gli anziani, i “vecchi”, gli “inutili”, coloro che hanno scritto la nostra storia recente, che ci hanno educati (ma an­che, a volte, diseducati) ad una vita “giusta”, alla “democrazia”, alla “solidarie­tà”, a tutti quei principi che il consumismo capitalista della globalizzazione, ne­gli ultimi 25 anni, ci ha insegnato a distruggere metodicamente con l’arrogan­za, la rabbia, l’intolleranza e quant’altro.

In Africa ci sono ancora alcuni paesi “intoccati” da Covid19, e, tra questi, il Sud Sudan… Speriamo che si salvi, nonostante l’arrivo, in questi periodi, di molti stranieri, per effetto della pace che sembra voler reggere e diventare duratura!

L’Uganda non è salvo, ma ben messo… a tuttora sono solo una quarantina gli “infettati” e c’è stato solo un morto. Il paese è bloccato quasi integralmente, anche se le richieste/imposizioni del Presidente (ancora non approvate dal Par­lamento, ma rese “esecutive” durante i “discorsi alla Nazione” fatti per TV dal Presidente stesso) sono tante ed anche contrastanti tra loro e magari incivili, ma eseguite immediatamente dalla polizia speciale che mette in pratica gli or­dini, prima che divengano legge e che vengano comunicati alla popolazione…
Siamo tutti più o meno bloccati in casa per via del blocco dei veicoli privati e dei trasporti pubblici. Il trasporto commerciale è consentito in parti minime, ma, come in Italia, le cose essenziali” non sono il cibo e i medicinali, ma l’ordi­ne pubblico e le spese militari… ovviamente con i buoni proventi per chi appro­va, dirige e usa le armi anche contro cittadini inermi.
Il presidente ha tenuto alla radio/TV ben tre discorsi diretti alla nazione, annun­ciando di volta in volta restrizioni alla libertà personale, non ancora approvate dal Parlamento, ma in vigore dal termine dei discorsi o qualche ora dopo. Il pri­mo discorso, mercoledì 25 marzo, ha bloccato tutti i mezzi pubblici di trasporto, quindi moto, taxi e bus dalle 24 dello stesso giorno. La mattina successiva chi si trovava in giro e non era riuscito ad arrivare a casa, ha dovuto farlo abusiva­mente e/o a caro prezzo per il rischio che correvano i piloti di auto e moto. La “sceneggiata” si è ripetuta lunedì 30: annuncio di blocco di tutti i veicoli privati dalle 22 (un’ora dopo), di divieto di tornare a casa per gli esercenti dei mercati (dovranno dormire nel mercato), di divieto di dare da mangiare a chi non ne ha (un gruppo di parlamentari che lo stanno facendo da tempo sono stati definiti “idioti da mettere in galera”, dal Presidente, a cui il giorno dopo hanno risposto che sono felici di essere degli “idioti” secondo lui)… Inoltre tutte le misure di “sicurezza personale”, come il divieto di camminare in gruppo e l’obbligo di al­meno un metro di distanza dagli altri. Minaccia di punizione: la polizia dovrà sparare su chi vende per strada, su chi non rispetta le regole (in vigore da su­bito), su chi dà da mangiare a chi non ne ha, ecc.
Risultato: martedì donne e giovani che vendevano quel poco che avevano di cibo, come si fa tutti i giorni, sono stati picchiati e frustati dalla polizia locale di sicurezza (sicurezza di chi?)… Un gruppo di cinque giovani uomini, nell’affolla­tissimo quartiere di Nateete, sulla strada che porta a Masaka, camminava sen­za rispettare la distanza tra di loro: la polizia locale, che è normale polizia in fase di addestramento, ha sparato sul gruppo: tre morti e due feriti che poi hanno subito la seconda razione prima di essere rilasciati.
Il Parlamento si è riunito mercoledì per avvallare le nuove norme di “sicurezza dal Covid19” e di “licenza di farsi uccidere” dalla polizia. Non ha avvallato la di­stribuzione di cibo per la popolazione solo alle città di Kampala e Wakiso (nel cui territorio mi trovo) dando ragione “agli idioti” di cui sopra. O a tutti o a nes­suno, quindi a nessuno… Ma Lui ha promesso 3kg di fagioli e 6kg di farina di mais bianco per ogni famiglia delle due città che Lui considera povere, le altre, soprattutto quelle del nord, non le considera, stop. Peccato che si sappia bene che nei due distretti che vuole favorire, sia presente, fortissima, l’opposizione… ma Lui non lo sa…

La vita, come dicevo, anche qui ormai si svolge a ritmo rallentato e con il mas­simo della prudenza da parte di quasi tutti: solo le moto, ora senza passeggeri, e le auto della polizia sfrecciano a velocità elevate anche nelle strade più popo­late.

Una considerazione di oggi… ma i ricchi egoisti lo sanno che loro, con questo blocco totale di ogni attività, potrebbero diventare poveri e non avere armi di difesa contro la fame a cui non sono abituati, mentre i poveri, bene o male, sa­pranno bene come sopravvivere, anche solo con un pugno di riso al giorno? E poi… se si arrabbiano tutti insieme, i poveri sono sette milioni di volte i ricchi egoisti!



R I C O R D A T E !!!


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