Progetto INFORMAFRICA


Ridurre il "digital divide" portando la nostra CONOSCENZA
in modo ETICO e RESPONSABILE, ma non i nostri "modelli di vita"

lunedì 12 marzo 2012

Non c'è pace...


Circa una settimana fa parlavo della terra dei Kuku... di questa terra in cui mi trovo da ormai oltre un mese.
Sabato sera, il 4 marzo, uno dei nostri lavoratori migliori, che abita poco oltre il confine con l'Uganda non ha potuto tornare a casa.
La frontiera era stata chiusa e la strada bloccata dalla polizia ugandese perché a Moyo, il villaggio dove vive Mattia, era stato teatro di incidenti piuttosto violenti tra l'etnia Madi, ugandese, e l'etnia Kuku, sudanese...
Per fortuna solo scontri leggeri, qualche ferito, ma nulla di più e anche Mattia ha potuto poi trascorrere la domenica a casa.

A Juba invece i problemi sono stati maggiori.
La città, che si sta espandendo a vista d'occhio, dopo l'indipendenza, per l'arrivo di tanti rifugiati dal nord e tanti contadini e pastori che vedono il miraggio della città commerciale e di lavori meno faticosi, è stata divisa a parole tra varie etnie. Così i Dinka, al potere, si sono scontrati con Nuer e altri per degli appezzamenti di terreno.
Alla fine si sono contati ben cinque morti, che sono stati portati davanti alla sede del governo, a maggioranza Dinka, per dimostrare come il trattamento tra questa etnia e le altre, circa sessanta, non sia dei più equi.
Questo è il nuovo stato africano. Queste sono le premesse di una indipendenza conquistata dopo quasi cinquanta anni di guerre e paci con i sudanesi del Nord.
Intanto il governo ha deciso di sospendere l'estrazione del petrolio per non darlo a basso costo al Nord... ma il petrolio è l'unica risorsa attuale del Sud Sudan... come darsi la zappa sui piedi!

In compenso, tra tutte questo marasma di problemi di difficile soluzione, è passato l'8 marzo: le donne hanno fatto festa, le insegnanti non sono andate a scuola, molte sono state a casa... Il bello è stato nei giorni precedenti: la comunità delle donne che ha organizzato la festa è venuta anche dai Comboniani a chiedere soldi per le bibite...
La risposta dei Padri è stata semplice: noi i soldi ve li diamo se ci costruite qualcosa, se iniziate un'attività, non se dovete spenderli per mangiare una capra e bere Coca-Cola... saranno anche maschilisti... ma mi sembra che in situazioni come queste, dove ci sono donne che lavorano solo per mantenere i figli a scuola, forse queste feste si potrebbero anche evitare...

Per sorridere...
Con il container che arriva due volte all'anno dall'Italia, raccolto dalla sorella dei fratel Erich a Bolzano, sono anche arrivate alcune biciclette usate: fratel
Erich me ne ha data subito una in dotazione!
Così, dopo anni, ho ricominciato ad andare in bici... strade di sabbia e polvere, rischio di volare scivolando nelle cunette o sui sassi, polvere da mangiare dal primo metro all'ultimo solo se c'è un po' di vento... figuriamoci quando ti superano i "matata" ugandesi (piccole vetture familiari da otto/dieci posti) carichi di una quindicina di persone più bagagli...
Ma sabato ho fatto lo stesso una decina di chilometri... 

 

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