Progetto INFORMAFRICA


Ridurre il "digital divide" portando la nostra CONOSCENZA
in modo ETICO e RESPONSABILE, ma non i nostri "modelli di vita"

mercoledì 9 maggio 2012

Vacanza di lavoro in Uganda



Quasi una settimana nel nord dell'Uganda. E' veramente interessante vedere come cambiano il paesaggio e le abitudini della gente anche a pochi chilometri di distanza, ma la vicinanza al grande Nilo ed alle decine di corsi d'acqua diversi, per non parlare del lago Vittoria, fa una grandissima differenza!
Partenza il pomeriggio del 1° maggio, in moto-taxi, per Moyo, primo centro cittadino oltre frontiera: una trentina di chilometri di strada sterrata e sentieri, buche e pozzanghere e sabbia e polvere. Circa un'ora e mezzo per valicare anche i due posti di frontiera, sud-sudanese in uscita e ugandese in entrata, con firme e "visti" e controlli vari.
Notte a Moyo, in un "lodge" (albergo) molto carino, con ristorante e centro per congressi, gestito da un prete diocesano. Ottima doccia fredda e ottima cena: pollo arrosto con patatine fritte ed una bella birra locale!
Sveglia alle 5 per essere alla stazione del bus alle 6. A piedi, visto che non piove, circa due chilometri di strada in mezzo al frastuono della sveglia degli uccellini sugli altissimi alberi di tek e di eucalipto. Il bus è puntuale, almeno alla partenza: alle 6.30, con le luci dell'alba, si parte; fortuna che mi hanno dato un posto in seconda fila! Con le buche e le strade che ci sono, ci sarebbe mancato il posto in coda...
Dopo un'ora si attraversa con un "ferry-boat" il Nilo: tutti giù dal bus a godersi le luci dell'alba su questo immenso fiume che apre le porte della mente ai ricordi storici, alle leggende, ai faraoni; la fantasia corre e la traversata dura pochi minuti...
Poi ancora strada e buche e polvere e pozzanghere che sembrano laghi, fino ad Atiak, dove si raggiunge la strada principale tra Uganda e Sud Sudan: qui passano i TIR ("lorries") e le buche diventano fossati infernali... fino a Gulu, capoluogo dell'omonima provincia.

Prima visita al Centro Laboratorio dell'associazione "Comboni Samaritans", con suor Dorina, italiana, che mi fa fare un rapido giro della struttura, con i laboratori tessili e di artigianato (molto simili a quello di "Lady Lomin" a Kajo Keji), con il negozio per i visitatori ed una bella organizzazione. I dirigenti della struttura e dell'associazione sono ragazzi cresciuti in orfanotrofio e sostenuti dall'associazione negli studi, e diventati piano piano dirigenti! Oggi l'associazione sostiene oltre 1.200 tra disabili di tutti i tipi, orfani e bimbi abbandonati. Ottanta di questi non hanno nemmeno "genitori adottivi a distanza" e sono sulla strada dell'università: qualcuno dei miei amici cercherà di aiutarli, veroooo???
Pomeriggio a visitare la sorella di un operaio che ora è a Kajo Keji e che, abbandonata dal marito con quattro figlie e di nuovo incinta, sempre grazie al marito, collabora con il nostro laboratorio facendo collane e braccialetti per guadagnare il minimo sostentamento per la famiglia. Africa... e purtroppo non solo Africa!

Giovedì di lavoro per le mie associazioni (Economia Alternativa di Roma, dei Comboniani, e Informatici Senza Frontiere).
Pomeriggio al mercato. Mi compro un paio di infradito di gomma: sono ritagliati dai copertoni dei trattori, dei camion e delle jeep e riciclati. Con 5.000 UGX (pari a poco più di 1 euro) me ne fanno un paio su misura! Sicuramente sarà difficile venire qui in caso di foratura, ma credo che dureranno almeno una cinquantina di anni, dati anche i pochi chilometri che faccio...
Poi visita al "fratello della sorella" di ieri, o meglio alla loro famiglia, fuori città, in una campagna che ricorda la Brianza di un tempo, verde, con i laghetti con le ninfee, fiori bellissimi e libellule che ti ricordano come nessun architetto al mondo possa fare certe cose ed il "caso" tanto meno!
Accoglienza spettacolosa, come solo in campagna si riceve...

Venerdì ancora lavoro ed altri incontri umani veramente toccanti. Faccio amicizia con Leonardo, un uomo nero, grande e grosso, con la barba bianca, che fa il sarto sulla strada con una vecchia Singer a pedali: vede la mia barba bianca e l'amicizia è immediata! Lui ha 54 anni. Quando gli dico che ha un nome importante, mi dice di sì, per via di Leonardo da Vinci! Mi invita, quando tornerò, ad andare a trovarlo: spero proprio di poterlo incontrare di nuovo!

Sabato il viaggio di ritorno a Moyo, con la pioggia, e seduto sul bus in ultima fila, quella che da ragazzo si faceva a botte per averla, ma che a 67 anni sarebbe meglio evitare... finestrini chiusi per la pioggia o la polvere, ma non cambia il risultato: arrivo a Moyo con la "polo" bianca, ormai color ruggine (sabbia rossa) lavata dal sudore e dall'acqua... se non faccio la doccia e mi cambio penso che non faranno andare a cena!
Notte con breve sparatoria nelle vicinanze, ma al mattino nessuno sa nulla...
E domenica rientro tranquillo, dopo la Messa ed il pranzo, ospite del prete. In moto... altri 30 chilometri di polvere, per arrivare e riposare almeno due giorni!
Magari...


domenica 22 aprile 2012

Due notizie... e altro...


Ritorno a scrivere i miei appunti, o "note di viaggio", dopo la Pasqua, qualche giorno di superlavoro e la fine del primo corso di informatica. La prossima settimana gli esami e la consegna degli attestati di frequenza e dei risultati.

La Pasqua è passata in attesa della pioggia, che è finalmente arrivata, anche se non eccessivamente abbondante, ma sufficiente per cominciare a distruggere le strade in "maram" e aprire nuove buche. Il "maram" è la terra rossa, mischiata a pietrisco, che con la pioggia si dovrebbe compattare e diventare come una specie di argilla. Purtroppo però non funziona molto bene e si aprono, anche a causa della violenza delle piogge equatoriali, rivoli e buche, che rendono difficile la circolazione delle auto, pochissime, delle moto, poche e delle biciclette, che pure non fanno molto traffico!

Le celebrazioni sono state, come sempre, molto semplici, ma molto sentite. Ed i battesimi di domenica scorsa mi sono serviti a "ripassare" come si diventa "chiesa, popolo di Dio"... per esempio battezzando con l'acqua del pozzo versata da un bicchiere di plastica o vetro e versata sulla testa del battezzando per finire in una bacinella di plastica rossa...

La prima notizia, buona, è di ieri, dal fronte di Heglig, stato di Unity: l'ONU e l'Unione Stati Africani, hanno convinto il Sud a rinunciare al petrolio di Heglig, rubato dal nord... Versione Nord Sudanese: le nostre truppe si sono riprese Heglig, cacciando i Sud Sudanesi... Versione Sud Sudanese: tra tre giorni le nostre truppe lasceranno Heglig... La sostanza è che per Heglig ed i suoi piccoli pozzi petroliferi non ci sarà una nuova guerra!

Oggi la seconda notizia, meno bella: il Nord ha annunciato che non consentirà il passaggio del petrolio sud sudanese nell'oleodotto che porta alle raffinerie di Khartoum ed al terminale marittimo di Port Sudan, sul Mar Rosso, nemmeno allo stratosferico prezzo concordato nei mesi scorsi, di US$ 20 al barile, contro il prezzo standard di US$ 1...
Così il Sud Sudan può rimanere fino alla fine della costruzione del nuovo oleodotto verso il mare del Kenya con i rubinetti chiusi e senza soldi...
Speriamo che si ravvedano tutti e due, il Sudan e il Sud Sudan, e consentano ai rispettivi popoli uno sviluppo migliore di quello raggiunto nel primo anno di vita della nuova nazione!

Intanto qui a Kajo Keji, al confine sud con l'Uganda, si usano ormai quasi solo gli scellini ugandesi, anziché i "pound" nazionali... Mentre il cambio ufficiale è intorno a 600 scellini per 1 pound, qui di scellini ne vengono dati solo 400/450: un modo come un altro per distruggere l'economia del nuovo paese prima ancora che nasca!


mercoledì 4 aprile 2012

Buona Pasqua a tutti!


Sì, voglio fare anche io gli auguri a tutti per una serena Pasqua!

Ma, seguendo il modello di don Tonino Bello, i miei auguri sono sempre un po' "scomodi"...

9 aprile, lunedì di Pasqua: mentre gli italiani in particolare festeggeranno la "pasquetta" con la tradizionale gita "fuori porta", il dittatore del Sudan, Omar-el-Bashir, già condannato dalla Corte Internazionale dell'Aja come autore del genocidio del Darfur, ha annunciato che sarà la data in cui inizierà la "cacciata" dei sud-sudanesi che non hanno un lavoro fisso nello stato del nord.
Gli organismi internazionali, e le autorità del Sud Sudan, contano che, oltre ai già annunciati 450 mila profughi dei Monti della Nubia, nel Sud Kordofan, po­tranno arrivare nel Sud Sudan, circa due milioni di profughi.

La minaccia di Bashir è quella di una "sharjia" contro i neri (non importa la reli­gione), cioè una espulsione di massa a cui seguirà la pulizia etnica per coloro che non avranno potuto o voluto fuggire nel paese originario.

L'altro ieri i comandanti delle forze militari del nord hanno dichiarato pubblica­mente alla televisione che hanno l'ordine di uccidere tutti i ribelli che stanno combattendo contro Bashir per l'annessione al Sud Sudan o la loro autonomia. Sì, ordine di non portare a casa prigionieri vivi! ... ma l'ordine vale "solo per i ribelli, non certo per i civili"!
Mi chiedo, da quando ho sentito questa frase agghiacciante, chi sono i ribelli e come si riconoscono dai civili...

Al sud stiamo bene... sperando sempre che Koni, il comandante dei ribelli ugandesi che usa i bambini-soldato, che opera nella zona nord dell'Uganda, verso il confine del Sud Sudan, in cui mi trovo, non decida di assaltare i villaggi di queste zone per fare la sua pulizia etnica, rivolta contro i Bari e i Kuku, a fa­vore degli ugandesi Madi...

Ecco allora che chiedo a tutti gli amici, di qualsiasi religione o non-religione, di qualsiasi credo o non-credo, in occasione della Pasqua cristiana, di pregare personalmente per questi popoli continuamente dilaniati da lotte e guerre poco più o poco meno che fratricide. Tutte le preghiere valgono, forse di più quelle di chi non crede nel Dio in cui io credo.

Una buona Pasqua!


giovedì 29 marzo 2012

A Vicenza i gatti...


Un pomeriggio, mentre facevo scuola a Mbaiki, in Centrafrica, è arrivato un ragazzino con un bellissimo esemplare di topo di campagna, anzi una topolina (uso il diminutivo altrimenti in Toscana potrebbero fraintedermi!) lungo, senza coda, almeno quindici centimetri, con quattro piccolini. Tutti morti, ma senza sangue. Pulitissimi...
La segretaria della Caritas, allieva al corso di informatica, tutta contenta ha chiesto il prezzo al ragazzino, mi ha fatto fare una foto (a dire il vero un po' funerea), e poi mi ha spiegato che erano per la cena della sua famiglia...
Giuro che sono rimasto di sasso! Non avrei mai pensato che si potessero mangiare i topi!

Domenica, in una chiesa protestante c'è stato un battesimo ed un paio di volontari europei sono stati invitati alla festa. Uno di questi è stato poi invitato da una famiglia a cena. All'arrivo gli hanno detto che avevano preparato un piatto speciale per festeggiare il "musungu" (l'uomo bianco): il topo con le erbette... Facendo buon viso a cattivo gioco, il giovanotto, visto che la luce era scarsa, è riuscito a mangiare la sua parte: se non vedi quello che ti danno, mangi quello che c'è! A parte queste considerazioni, ha detto che non è il suo piatto preferito, ma che si riesce a mandare giù...
Sinceramente non so se io sarei stato capace di provare!

Le notizie dal nord sono sempre peggiori... Oggi il Sudan ha bombardato la zona dei pozzi di petrolio nello stato di Unity, dove ci sono la maggior parte delle risorse petrolifere contese dal 2005, dopo il trattato di pace, preludio alla separazione del 2011.
Si prega e si spera. L'ONU sta facendo poco, visto che USA e Cina si stanno spartendo a tavolino le risorse economiche di un paese che non ha acquedotti, non produce corrente elettrica, non ha strade, né tanto meno ferrovie, e solo un aeroporto, che si fa fatica a definire "internazionale", con la pista asfaltata. Gli altri hanno la pista in terra battuta o su campi lasciati incolti, come quello di Kajo Keji, dove atterrano solo aerei piccoli ed anziani... Probabilmente i nuovi si sfascerebbero all'impatto con la "pista"!

Aspettiamo con ansia sempre maggiore ed ormai allo sfinimento psicologico, che arrivi un po' di pioggia... ogni tanto c'è un piccolo acquazzone, che dura non più di un quarto d'ora, che lascia solo umidità aggiunta al calore che ci fa arrivare fino ad oltre 40° nel primo pomeriggio, ma che non scende mai sotto i 25-30°, salvo per un paio d'ore di prima mattina, tra le 5.30 e le 7.30. Il sole, che sorge alle 7 e tramonta, ovviamente, alle 19, è subito caldissimo!



martedì 20 marzo 2012

Ritorno a scuola


Finalmente ritorno a scuola... si fa per dire... :)
Dopo un mese e mezzo di lavoro (ragionieristico) in fabbrica, da lunedì torno a insegnare informatica: gli alunni questa volta sono i docenti del "College Comboni" di Lomin, si dice che sia la migliore scuola secondaria del Sud Sudan.
In un mese e mezzo, con il padre Ezio, che ne è il direttore, abbiamo preparato una bella aula, con nove banchi per gli studenti, un tavolo per l'istruttore e il proiettore.
I dieci notebook questa volta li hanno comprati i Comboniani, attraverso le rette degli studenti. Quest'anno ci sono ben 430 iscritti in totale. Non pochi, visto soprattutto che è a pagamento. I ragazzi vivono qui tutto l'anno, nelle loro camerate, con la loro mensa, le loro lenzuola, una tazza, un piatto e un cucchiaio, che si sono portati da casa. Ci sono, ma in bellissimi tucul color pastello, anche gli insegnanti che provengono da altri villaggi o città lontane.

In fabbrica ho (anche qui finalmente!) attrezzato l'ufficio, con un pc e una stampante tutta nuova, ed ho cominciato ad addestrare un ragazzo dell'officina ad usare il pc per i conteggi delle paghe.
Io intanto continuo ad occuparmi della parte più gestionale.

Fratel Erich lavora molto bene e si è fatto un bel giro di clienti nell'ambito dei missionari e delle ONG presenti: si producono mobili per le scuole, per gli uffici, per le chiese, tutti in legno o in legno e ferro. Quello però che mi fa sorridere, è il falegname che fa le casse da morto: compensato e scarti della falegnameria, un po' di stoffa bianca per rivestire l'interno ed un po' di stoffa nera per l'esterno e la cassa è pronta per il prossimo cliente (ancora ignoto ed incosciente di esserlo). D'altra parte meglio così che in una coperta! L'altro giorno ho visto partire una moto con legata di traverso una bara, allora sono andato dal falegname e gli ho detto: "Clienti nuovi, eh! Anzi, i parenti del cliente! Certo che il tuo lavoro non finirà mai!"... Si è fatto una bella risata!
Chissà se anche qui c'è il "racket del caro estinto"!? Ma proprio non credo: sono ancora molto rispettosi della morte. Stanno cominciando a sotterrare i morti tutti insieme, in piccoli cimiteri. Fino ad ora la tradizione voleva che il morto alloggiasse nel perimetro della casa, tra i tucul.

Le notizie che arrivano dal nord del paese non sono buone: ottantamila sono gli sfollati di questi giorni, accolti da Medici Senza Frontiere nello stato di Jonglei; sono fuggiti dal nord, dal Sud Kordofan e dal Blue Nile, minacciati dalle incursioni aeree e di terra dell'esercito di Omar-el-Bashir. Si fa il conto che ne dovrebbero attivare circa 450.000 entro aprile.
Allora sarà proprio dura, dato che il paese ancora non riesce a venire fuori dagli oltre venti anni di guerra e povertà a cui è stato costretto dal nord.



lunedì 12 marzo 2012

Non c'è pace...


Circa una settimana fa parlavo della terra dei Kuku... di questa terra in cui mi trovo da ormai oltre un mese.
Sabato sera, il 4 marzo, uno dei nostri lavoratori migliori, che abita poco oltre il confine con l'Uganda non ha potuto tornare a casa.
La frontiera era stata chiusa e la strada bloccata dalla polizia ugandese perché a Moyo, il villaggio dove vive Mattia, era stato teatro di incidenti piuttosto violenti tra l'etnia Madi, ugandese, e l'etnia Kuku, sudanese...
Per fortuna solo scontri leggeri, qualche ferito, ma nulla di più e anche Mattia ha potuto poi trascorrere la domenica a casa.

A Juba invece i problemi sono stati maggiori.
La città, che si sta espandendo a vista d'occhio, dopo l'indipendenza, per l'arrivo di tanti rifugiati dal nord e tanti contadini e pastori che vedono il miraggio della città commerciale e di lavori meno faticosi, è stata divisa a parole tra varie etnie. Così i Dinka, al potere, si sono scontrati con Nuer e altri per degli appezzamenti di terreno.
Alla fine si sono contati ben cinque morti, che sono stati portati davanti alla sede del governo, a maggioranza Dinka, per dimostrare come il trattamento tra questa etnia e le altre, circa sessanta, non sia dei più equi.
Questo è il nuovo stato africano. Queste sono le premesse di una indipendenza conquistata dopo quasi cinquanta anni di guerre e paci con i sudanesi del Nord.
Intanto il governo ha deciso di sospendere l'estrazione del petrolio per non darlo a basso costo al Nord... ma il petrolio è l'unica risorsa attuale del Sud Sudan... come darsi la zappa sui piedi!

In compenso, tra tutte questo marasma di problemi di difficile soluzione, è passato l'8 marzo: le donne hanno fatto festa, le insegnanti non sono andate a scuola, molte sono state a casa... Il bello è stato nei giorni precedenti: la comunità delle donne che ha organizzato la festa è venuta anche dai Comboniani a chiedere soldi per le bibite...
La risposta dei Padri è stata semplice: noi i soldi ve li diamo se ci costruite qualcosa, se iniziate un'attività, non se dovete spenderli per mangiare una capra e bere Coca-Cola... saranno anche maschilisti... ma mi sembra che in situazioni come queste, dove ci sono donne che lavorano solo per mantenere i figli a scuola, forse queste feste si potrebbero anche evitare...

Per sorridere...
Con il container che arriva due volte all'anno dall'Italia, raccolto dalla sorella dei fratel Erich a Bolzano, sono anche arrivate alcune biciclette usate: fratel
Erich me ne ha data subito una in dotazione!
Così, dopo anni, ho ricominciato ad andare in bici... strade di sabbia e polvere, rischio di volare scivolando nelle cunette o sui sassi, polvere da mangiare dal primo metro all'ultimo solo se c'è un po' di vento... figuriamoci quando ti superano i "matata" ugandesi (piccole vetture familiari da otto/dieci posti) carichi di una quindicina di persone più bagagli...
Ma sabato ho fatto lo stesso una decina di chilometri... 

 

domenica 4 marzo 2012

Nella terra dei Kuku - 2


Un paio di settimane di lavoro piuttosto intenso mi hanno fatto tralasciare questi appunti. Ma l'intensità del lavoro corrisponde anche ad una migliore interpretazione della gente che si incontra, con cui ci si rapporta, sul lavoro e fuori dal lavoro. Sempre interessante e sempre Africa.

Ho assistito al pagamento dei salari agli operai della falegnameria di fratel Erich e degli altri lavoratori (quelli che fanno i mattoni, quelli che fanno le casse da morto, le donne di "Lady Lomin", artigianato di vari tipi).
Qualcuno ha chiesto di correggere la busta paga perché aveva magari un giorno in più, qualcuno mi ha dato l'idea di chiedere tanto per dimostrare di non essere contento; i più pignoli nelle contestazioni sono quelli che ho visto cercare di scansare il lavoro come una malattia... tutto il mondo è paese!

Abbiamo anche fatto un'analisi del personale: rotazione del 10-15%... ogni mese se ne vanno almeno quattro o cinque persone ed altrettante vengono.
Tra le donne invece il turn-over non c'è: lavorano poco, si portano al lavoro i bimbi in allattamento, chiacchierano, telefonano, vanno a fare la spesa... perché dovrebbero cambiare posto di lavoro?
Questi sono gli aspetti negativi per chi dà lavoro... ma quelli negativi per chi lavora?
Le paghe vanno da 35 euro al mese per le donne dell'artigianato ad un massimo di 65 euro per i lavoratori più bravi...
Le ore di lavoro? sette al giorno, per sei giorni, con il regalo del sabato pomeriggio, pagato ma non lavorato, e la tredicesima a Natale...
Certo, la vita è meno cara... non c'è da mantenere l'automobile, né il canone della RAI, e nemmeno la bolletta della luce o quella del gas... comoda la vita, eh??? e poi siamo in campagna, non c'è bisogno nemmeno di andare in ferie!

Vorremmo aumentare un po' la produttività, soprattutto delle donne, ma nessuna però si prende la responsabilità di fare da caporeparto: hanno paura di venire avvelenate o mandate dallo stregone per aver voluto far meglio delle altre! e lo stregone può decretarne l'allontanamento dal villaggio, o la morte...
Vorremmo portare un operaio, bravo e preciso, in ufficio, almeno per le registrazioni e la tenuta dei documenti: speriamo che accetti, visto che qualcuno potrebbe insinuare che si vuole fare bello davanti ai "kavagia" (gli uomini bianchi)...

Come dicevo nel capitolo precedente, qui non si deve essere migliori degli altri, perché l'invidia regna sovrana: nessuno deve essere più bravo per non far sfigurare gli altri. Qui il liberismo e la competizione economica non arriveranno mai... (speriamo almeno nel modo con cui hanno devastato la nostra civiltà occidentale!)...