Progetto INFORMAFRICA


Ridurre il "digital divide" portando la nostra CONOSCENZA
in modo ETICO e RESPONSABILE, ma non i nostri "modelli di vita"

sabato 24 febbraio 2018

3 – Si cambia “casa”



Terminato il corso a Rushere: risultati sicuramente al di sotto della media, ma in ogni caso con tre ragazze insegnanti che potranno iniziare ad insegnare anche informatica; con l’aula che, dopo i primi intoppi tecnici, pare abbia messo la testa a posto e possa funzionare regolarmente con dieci “netbook” donati da un amico di Firenze, il proiettore donato da “Informatici Senza Frontiere” ed il mio corso che verrà utilizzato da qui in avanti dagli insegnanti.

Rientro a Kampala per un settimana di “riordino di idee” e di organizzazione di prossimi progetti, passando due giorni da Bukunda per vedere che i lavori procedano. Hanno ormai quasi finito il tetto, operazione che ha preso molto più tempo del previsto a causa di una stagione meteorologica instabile. Si pensa di spostare l’inaugurazione al 18 marzo, in modo da avere realmente terminato i lavori che consentono l’utilizzo delle aule. Sono soddisfatto, soprattutto perché la struttura è molto funzionale e solida ed i costi preventivati sono stati quasi rispettati.

A Kampala devo cercare delle vecchie memorie per un vecchio PC che usano in un’altra scuola secondaria di Rushere: stanno “lavorando” con un PC da tavolo con 256MB di memoria, Windows XP com sistema operativo, e MS Office 2007 come applicativo di ufficio… e nemmeno si lamentano tanto della lentezza…
Dopo qualche giro a vuoto riesco a trovare ben tre SDRam per portare il PC ad 1GB. Poi vedrò di convincerli che a scuola non serve Windows, che XP è obsoleto e che MS Office è pesante ed installare, di conseguenza, Linux Ubuntu e LibreOffice, che viaggiano molto spediti anche su PC obsoleti e sono completamente compatibili con tutto il resto del mondo…

Mezza giornata devo anche spenderla per andare a comprarmi un paio di pantaloni ed una cintura… I primi perché un paio mi si è disfatto per l’uso, la seconda perché quella che ho è troppo larga: ho finito i buchi ed aiuta a perdere i pantaloni, invece che tenerli su… effetto polenta e fagioli, o fagioli e polenta: ho perso almeno 4 kg. A Kampala, nella casa principale dei Padri Comboniani, che mi ospitano sempre quasi gratis e mi considerano ormai parte integrante della Congregazione, si mangia a sufficienza e vedrò di non calare ulteriormente.

Il progetto di tornare in Congo a fare una nuova aula ed un nuovo corso a Nyantende al momento devo ritenerlo sospeso: non riescono a trovare i soldi per i pannelli solari… Io avevo messo a disposizione il mio tempo per effettuare il corso, come sempre al costo di vitto, alloggio e trasporti locali; ISF aveva dato la disponibilità ad acquistare il proiettore e donare alcuni PC per l’aula.
La mia malignità in materia mi fa pensare che vogliano tirare la corda per farsi regalare anche quelli… ma “pensare male” è peccato, anche se ci si azzecca quasi sempre, come diceva Andreotti…

La prossima settimana andrò a trovare padre Giorgio Previdi e le due scuole fatte a Kasaala negli scorsi anni: un piccolo “amarcord” e un ritrovo con amici insegnanti e studenti. Purtroppo una delle mie allieve dello scorso anno è morta a gennaio di parto: questo succede qui spesso, molto spesso, troppo spesso… Non esiste, neppure nelle persone che hanno studiato un pochino in più, la conoscenza sufficiente delle regole igieniche e sanitarie per le mamme, esiste molta malnutrizione, diversa dalla fame!, ed una pessima conoscenza, soprattutto credo da parte maschile, del diritto di una donna incinta ad essere “curata” anche in famiglia, sotto tutte le sfaccettature che il termine deve avere…

Poi tornerò due giorni a Bukunda per l’avanzamento lavori. Qui a Kampala ho ritrovato un confratello equadoregno che era a Gulu ed ora lavora nell’ospedale di Kalongo (tra Gulu e Lira, ai confini della Karamojia): mi ha chiesto di attrezzare una nuova aula informatica presso la parrocchia comboniana del posto. Hanno molti giovani che faticano a trovare lavoro perché nessuno sa usare il computer… Vedremo di trovare anche qui la possibilità di aiutarli… Magari con il budget del prossimo anno di “Informatici Senza Frontiere” e con l’aiuto di “Economia Alternativa” che quest’anno ha risparmiato un impianto a pannelli solari per Rushere… Si comincia sempre dal nulla…
















La Scuola di Bukunda al 17/02/2018



A malincuore devo chiedervi, ancora una volta, di sostenere questo progetto, come avete già generosamente fatto finora, per portarlo rapidamente a termine!

GRAZIE A TUTTI!


Per AIUTARE la scuola

e i bimbi di BUKUNDA:

Bonifico bancario sul seguente IBAN:

BANCA CARIGE : Merlo Paolo - Progetto Bukunda
Codice IBAN: IT72Q 06175 14110 000009 208370

NON IMPORTA QUANTO e COME… MA… AIUTATECI!!


Per ACQUISTARE il LIBRO

Il fantasma di Modì”:

Ordinare via e-mail, specificando l’indirizzo di spedizione, a:


Il pagamento a mezzo bonifico come sopra per gli "aiuti",
specificando "ordine libro"



sabato 10 febbraio 2018

2 – La “perla d’Africa” (seconda parte)



Avevo intitolato la prima nota “La perla d’Africa”, senza però poi spiegare il significato dell’espressione. L’Uganda è conosciuta come “perla” per le sue bellezze naturali: i grandi parchi naturalistici, il lago Vittoria e gli altri laghi, piccoli e grandi, come il lago Alberto, le cascate “Marchinson Falls” e quelle del Nilo, l’arida terra della Karamoja e la lussureggiante terra di Arua, al confine nord ovest con il Congo. A questa definizione penso abbia poi contribuito molto il mio “amico/nemico” Hemingway, spesso da me citato per il suo romanzo “Le verdi colline d’Africa”.

Il ritorno da Gulu mi ha riportato alla realtà ed agli impegni. Ho dovuto cominciare a lavorare seriamente: due brevi viaggi a Bukunda per vedere i lavori della “nostra” scuola primaria e per fare il punto della situazione. Un rapido aggiornamento: il progetto viene realizzato per 7 aule (l’intero corso della primaria) invece che per 5 come da progetto iniziale, per ovvi motivi di stabilità della costruzione e di logistica per gli studenti. La vecchia scuola rimane, ripristinata e rinnovata, come scuola materna. In più, rispetto al progetto di partenza stiamo contribuendo all’acquisto di una certa quantità di libri, di cui i bambini erano in forte carenza.
Inutile dire che i costi sono leggermente aumentati, che il progetto è passato da poco di più di 9.000 euro a quasi 11.000, e che mancano ancora circa 2.000 euro per terminare di pagare il tutto… A tutti gli amici chiedo di rinunciare ancora a qualche pizza o a qualche altro piccolo sovrappiù della vita occidentale per aiutarci a chiudere definitivamente, in tempi brevi, questo progetto! Grazie di cuore da me, ma soprattutto dai bimbi!
Un’altra informazione importante per Bukunda. Roberto Morgese, maestro, autore di romanzi per ragazzi (Premio “Battello a Vapore”), con il suo editore Campanila di Pisa, hanno messo a disposizione della scuola alcune copie del romanzo “Il fantasma di Godì” (devo dire molto bello, e che ha come protagonista un ragazzo Sudanese) al costo di stampa. Il ricavato andrà totalmente alla scuola. Vi invito ad ordinarlo, anche per regali a ragazzi tra i 10 e i 14 anni, inviandomi un’email. Vi verrà consegnato per posta. Il prezzo di copertina è di euro 15. Pagheremo noi i 2 euro della spedizione.

Dopo la visita a Bukunda, che mi ha dato tanta gioia e di cui trasmetterò la prossima settimana le foto, sono rientrato a Kampala per preparare il corso di informatica che da lunedì sto tenendo a Rushere, centro-sud dell’Uganda, sempre “nell’emisfero meridionale”, come dicono qui per sentirsi differenti dagli ugandesi che vivono sopra l’Equatore, come i sardi che dicono “andiamo sul continente”...


L’aula non è nata propriamente sotto i migliori auspici, ma abbiamo fatto di necessità virtù e tutto è andato quasi per il meglio. Unica pecca importante è stato il venir meno del proiettore per l’uso delle “slides” (diapositive): nuovo, provato all’arrivo in Italia, qui ha fatto un po’ di capricci e dopo tre giorni ha smesso di funzionare; lo porterò a visitare a Kampala e poi vedremo. Probabilmente solo un guasto al termostato o alla lampada…

La scuola in cui i padri Comboniani hanno organizzato l’aula di informatica è proprio in capo al mondo, in alto a destra… Si percorrono circa 30/35 chilometri: dopo circa tre chilometri di vera strada, si passa alla strada non asfaltata per qualche chilometro ancora, e poi alla pista nella savana. In pratica un’ora di viaggio all’andata ed altrettanto al pomeriggio per tornare: il padre che mi fa da autista ha poi pensato che era bene riempire l’auto anche con quattro insegnanti che frequentano il corso e che vivono a soli otto chilometri dalla missione. Così il totale del viaggio sono un’ottantina di chilometri al giorno, oltre alle cinque di insegnamento ed agli intervalli per la prima merenda (che per loro è la colazione), per il pranzo e per spezzare le ultime due ore… La mia vacanza sta prendendo corpo!

Il corso lo faccio ad otto insegnanti che poi, salvo qualche rara eccezione, dovranno trasmettere il loro insegnamento alle alunne dell’ultimo anno della scuola secondaria. Per gli amanti delle statistiche e per le femministe più integraliste, al corso partecipano, senza “quote rosa”, quattro appartenenti al “gentil sesso”, ma anche gli altri quattro sono sempre gentili, anche se maschi…

La caratteristica di questa scuola è quella di essere una “scuola femminile”. Ci sono solo ragazze, tra i 13 e i 18/19 anni. Vengono da diversi posti a frequentare questa scuola per essere protette dalle problematiche che la società locale ancora presenta in fatto di emancipazione: molte di loro sono state chieste in matrimonio anche prima di venire qui, ancora bambine, ed i genitori hanno deciso di farle studiare almeno fino alla fine della scuola superiore per poterle far arrivare in età lavorativa in tutta tranquillità. In compenso alcune insegnanti, che vivono qui in college come le studentesse, hanno da accudire i loro pargoli…
In tutta la classe gli insegnanti, salvo due che hanno superato da poco i 40 anni di età, gli altri sono veramente molto giovani: tra i 22 e i 26 anni. Speriamo che si aprano bene al futuro, soprattutto a vantaggio di queste ragazze.

Avendo parlato degli intervalli gastronomici… dopo 90 minuti di lezione, viene dato agli insegnanti il “porrage” (latte con the e non so quali altri intrugli), che io non prendo, non fidandomi del latte di qui, anche se bollito normalmente per molto tempo. A me preparano il the e mi danno due stick di biscottini al glucosio.
Il pranzo è uguale per tutti (per me c’è anche la bottiglietta d’acqua perché non posso bere quella del pozzo): riso e fagioli si alterna con polenta e fagioli… in pratica, fagioli sempre e, a giorni alterni, polenta o riso… la cura dimagrante è in pieno svolgimento! Per fortuna le due suore locali (una suorina ed una suorona) che vivono a fianco della missione, alla sera ci nutrono ottimamente, anche se con poca varietà, dovuta, come sempre, alla mancanza di scelta sul mercato. Ah… come mi manca la coop!

Ieri sera mi stavo facendo la doccia quando, completamente insaponato, ho cominciato a sciacquarmi è mancata l’acqua… giusto il tempo di sciacquarmi con quella rimanente nel tubo ed è completamente finita.
Da quasi due mesi non piove, salvo una breve pioggia due settimane fa: si è vuotato il serbatoio… rimane solo la cisterna della chiesa parrocchiale. Abbiamo cominciato a lavarci come facevo a Bukavo, in Congo, quest’estate: una tanica, un catino ed un grande bicchiere di plastica per farsi la “doccia” in un altro catino per riutilizzare l’acqua senza sprecarne…
Pare sia un guasto alla pompa… bisogna arrivare a Kampala (minimo 5 ore di viaggio, su strada normale, ma con traffico africano)… Speriamo che al padre arrivino soldi e voglia di fare questo viaggio…

Africa…



Per AIUTARE la scuola

e i bimbi di BUKUNDA:

 
Bonifico bancario sul seguente IBAN:

BANCA CARIGE : Merlo Paolo - Progetto Bukunda
Codice IBAN: IT72Q 06175 14110 000009 208370

NON IMPORTA QUANTO e COME… MA… AIUTATECI!!


Per ACQUISTARE il LIBRO

Il fantasma di Modì”:

Ordinare via e-mail, specificando l’indirizzo di spedizione, a:


Il pagamento a mezzo bonifico come sopra per gli "aiuti".


mercoledì 24 gennaio 2018

“Scuola di BUKUNDA” NEWS – 6 (23/01/18)



Carissimi Amici,

dopo un lungo periodo di viaggi e di “raccolta”, finite le feste, sono ripartito, come quasi tutti voi sapete, per tornare a Bukunda a verificare lo stato dei la­vori ed a fare un po’ di conti…

Devo dire subito che abbiamo investito su persone molto serie ed interessate non all’aiuto del “dare”, ma ad una cooperazione per migliorare lo stato di vita del villaggio e soprattutto dei bambini e della loro preparazione culturale.

Sono stato anche chiamato dal parroco e dal responsabile delle scuole, per gli ovvi ringraziamenti, ma anche per fare il punto della situazione. Cosa che con­divido con tutti voi.

I lavori sono andati avanti nonostante qualche momento di stasi a causa anco­ra di piogge residue. Ora il tempo è stabile e si lavora alacremente per termi­nare la costruzione.
Ad oggi, 23 gennaio, sono arrivate al tetto le prime cinque classi, ma per fine settimana saremo a posto anche con le ultime due (quelle che si sarebbero do­vute rinviare!). Nella prossima settimana si metterà il tetto e si farà la gettata di cemento per ottenere i pavimenti, e si intonacherà dove necessario.
A questo punto, pur mancando porte e finestre, la scuola sarà agibile fin dal primo giorno del nuovo anno scolastico!
Le porte e finestre verranno installate nel mese di febbraio, e la struttura sarà così terminata definitivamente ed il giorno 25 ci dovrebbe essere la festa dell’inaugurazione ufficiale.

Da un punto di vista di bilancio, abbiamo verificato la congruità del bilancio di previsione con le spese sostenute. Non solo ma, come notavo sopra, la costru­zione, alla fine, è di SETTE nuove aule invece delle CINQUE del progetto pre­ventivo!
Il costo finale non sarà di 9.400 euro, ma di circa 10.000. Mi sembra veramen­te soddisfacente!

Quanto alla raccolta fondi, abbiamo finalmente raggiunto gli 8.000 euro, com­presa anche una parte che sarà destinata all’acquisto dei libri per gli ultimi anni della primaria.
Il concetto seguito per questa parte è quello di dare una copia dei testi ad ogni studente degli ultimi tre anni, mentre per gli anni precedenti ne avranno una copia ogni tre allievi, anziché ogni cinque come successo fino a quest’anno.

Chiedo quindi a tutti voi di partecipare con un ulteriore piccolo sforzo a questa raccolta! Basterebbero meno di 20 euro da ognuno di voi (coloro che ricevono il blog via email sono oltre 300!) per arrivare in un giorno al traguardo della scuo­la finita e di qualche libro in più!
 
Per ora vi giunga un grande GRAZIE per quanto fatto e quanto ancora farete!


 
Per AIUTARE BUKUNDA:

Bonifico bancario sul seguente IBAN:

BANCA CARIGE : Progetto Bukunda
Codice IBAN: IT72Q 06175 14110 000009 208370

NON IMPORTA QUANTO e COME… MA… AIUTATECI!!


giovedì 18 gennaio 2018

1 – La “perla d’Africa”



Carissimi Amici,

torno a tutti voi, vecchi e nuovi, e comunque sempre di più, con le mie nuove “cronache africane”: le “note di viaggio” con cui mi e vi tengo, forse, compa­gnia, raccontando le mie brevi e lunghe esperienze di viaggio in questo che qualcuno chiama, molto a ragion veduta, il “continente VERO”.

Effettivamente ho pensato più volte a questa definizione data dai “Padri Bian­chi”, nella loro rivista “Africa” (molto bella, come “Nigrizia” dei Padri Combonia­ni, e “Missione Oggi” dei Padri Saveriani).
Soprattutto guardando l’Africa al sud della fascia sahariana, fino al tropico del Sud, questo è proprio un “continente” speciale: le sue caratteristiche, naturali, geografiche, umane sono molto simili ovunque ed un paesaggio è quasi sempre confondibile con gli altri simili di posti anche molto diversi. Ciò che accomuna sempre i popoli africani, pur nelle loro specificità, nelle loro fisionomie anche molto diverse tra loro, nelle loro lingue che però si assomigliano dovunque, è quella che si potrebbe, per semplicità, chiamare l’”africanità”.
Non si può spiegare. Bisogna esserci, viverci, stare nei villaggi, partecipare alla vita ed alla morte, andare al mercato e intorno alle scuole, oppure avere a che fare con gli uffici statali… In ognuno di questi posti in cui si sviluppa la vita quo­tidiana, si trova sempre e comunque l’”africanità”.

I primi giorni di questo nuovo periodo africano sono stati quasi improvvisati… All’arrivo a Kampala ho avuto giusto il tempo di riposare un giorno ed una notte dopo il lungo viaggio da Roma, via Cairo.
Sabato ho deciso di approfittare di qualche giorno di preparazione per fare una “gita” al nord, al confine con il Sud Sudan, dove avrei potuto incontrare un paio di fratelli comboniani con cui avevo lavorato anni fa, proprio in Sud Sudan, al di là del confine.

Moyo è la capitale del distretto del nord Uganda, in cui vivono gli ugandesi di etnia Madi e rimane ad ovest del Nilo. Il suo confine a nord è con il Sud Sudan (Kajo Keji) e ad ovest con il distretto di Arua. Ad est del Nilo si trova la zona di Gulu, abitata dagli Acholi che arriva a nord fino al Sud Sudan.

Come scriverò in un articolo fra qualche giorno, tutta questa terra, che già ri­sente di una vegetazione subsahariana, è terra di “salvezza” per i civili del Sud Sudan in fuga dalla guerra civile che dura ormai da quasi cinque anni.
Nella provincia di Moyo si trovano “campi” per oltre duecentomila sfollati, at­trezzati dall’ONU (con l’UNHCR e l’Unicef). In tutta l’area a nord di Gulu e fino ai confini del Sud Sudan questi sfollati salgono ad oltre 1.200.000…
Tanto per dare un’idea numerica, gli abitanti di questa zona sono meno di 10 milioni: come se ci fossero 1.200.000 profughi nelle provincie della Lombardia del nord… Non riesco ad immaginare le idiozie che riuscirebbero ad uscire dalla bocca del neocandidato alla presidenza della lombardia… (quella minuscola, le­ghista, ignorante e razzista)…
Bene, per fortuna di tutti, qui le teste, nonostante il caldo, funzionano molto meglio e l’accoglienza è salvaguardata ma anche accettata come rispetto per i fratelli che soffrono la guerra. Come successe negli anni ‘80 e ‘90 qui…

Africanità è anche questo saper essere “vicini” di tutti. Ma è anche ritrovarsi ad un funerale di una persona cara ad un amico, in un villaggio sperso nella cam­pagna, con quasi cinquecento persone che partecipano, e sentirsi chiamare per nome… “Paul! Non ti ricordi di me? Ero uno dei professori della scuola di Kajo Keji, quando ci hai tenuto il corso di informatica!”…
Troppo difficile commentare senza retorica, cinque anni dopo…

Africanità è anche un altro episodio, decisamente “strano”, se non si sono letti i libri di Tiziano Terzani e Riszard Kapuscinsky.
Notte, nemmeno tardi, ma già addormentato sul bus notturno che parte alle 22 da Kampala e arriva a Moyo alle 8 del mattino dopo. Ad un certo momento mi sveglio con un occhio e vedo alcune luci… Siamo a Luweero-Kasaala, dove sono stato per diversi mesi ed ho preparato due scuole… “Sento” aria di casa… Nor­male…
Dopo forse un paio di ore, una nuova sveglia interiore, forte, incredibile: apro un occhio… sto per passare il Nilo, sul ponte di Karuma, dove ci sono le rapide… dove ci sono le famiglie di scimpanzé lungo la strada… dove il Nilo, culla del no­stro esistere di Uomini, razza umana, “human beeing”, ti ricorda, anche sve­gliandoti all’improvviso, che qui è la nostra, la mia, la vostra culla, l’origine del­la vita di “homo erectus”… Forse le stesse sensazioni, ma in forma assai diver­sa, si provano alle sorgenti del Nilo, a Jinjia, sul lago Vittoria…

Questo risveglio mi ha fatto pensare a lungo, nel dormiveglia, al lungo percorso di questo fiume, alle sorgenti, appunto, al museo Egizio, alla maschera di Ram­sete, al ponte di Karuma ed al “ferry-boat” che avrei preso poco più tardi, a La­ropi, per tornare ad ovest del suo corso…
Brividi veri, come quelli che mi sono venuti quando, prima ancora dell’aurora, fermi ad attendere il battello per l’attraversamento del Nilo, ho visto in un cielo a 360° miliardi di stelle luminosissime, dall’Orsa Maggiore, quasi all’orizzonte a nord, ad Orione, nel bel mezzo della Via Lattea, alle stelle del Sud, quelle che noi non vediamo quasi mai… e circa un’ora dopo sorgere, prima del sole, un filo di luna…

Buona giornata! Arriva il primo battello (che è poi l’unico che fa avanti e indie­tro come “Caron dimonio dagli occhi di bragia”…) ma qui il Nilo è stanco e quasi fermo ed al di là non c’è l’Inferno, ma una terra pacifica, brulla, arida, ma tanto tanto cordiale ed umana…





venerdì 1 dicembre 2017

“Scuola di BUKUNDA” NEWS – 5 (28/11/17)



Carissimi Amici,

dopo circa tre settimane di giri e peregrinazioni per l’Italia alla ricerca di altri amici e benefattori, faccio il punto sul nostro progetto e invio le nuove fotografie.

Come vedete, il lavoro va avanti decisamente bene, abbastanza velocemente e, come già visto, ma forse non sottolineato a sufficienza, a costi molto bassi.
Questo punto è molto importante. Chi lavora ha chiesto, in pratica, una cifra da “benefattore”; alcuni degli operai sono del villaggio, come tutti i responsabili dei lavori, ma anche della scuola, per cui sono tutti a libro paga veramente minimale!
Questi lavori fatti in economia sono però fatti bene: in queste zone tutti coloro che hanno una casa, sanno lavorare alla costruzione perché ognuno partecipa direttamente ai lavori, agli acquisti dei materiali e diventa capace di replicare insieme ad altri, costruzioni semplici, che vengono quindi terminate con costi appunto piuttosto bassi.

Il preventivo totale di circa 10.000 euro è, come ben si può capire, minimo rispetto soprattutto a quanto rimarrà: sette aule per una scuola primaria, per un totale di 250 mq ed oltre 1.000 mc di volume, e tre aule per la scuola materna, per altri 100 mq e circa 400 mc, ristrutturate dal villaggio come partecipazione alla donazione da parte nostra della nuova scuola primaria!

Per questo motivo credo che la vostra generosità sarà sicuramente spinta a far girare la voce e a far intervenire anche tanti amici che non conoscono me, non conoscono Bukunda, non conoscono le scuole dove i bimbi africani studiano, ma si fidano di voi e di quanto direte loro per farci raggiungere il target dei 10.000 euro…

Se poi riuscissimo a raggiungere i 12.000 euro, ricordate che avremmo portato a questo villaggio non solo la scuola, ma anche una dotazione di libri sufficiente ad avere un libro ogni cinque bimbi della materna, un libro ogni tre bimbi dei primi quattro anni della primaria, ed un libro per uno a quelli degli ultimi tre anni! Oggi i bimbi per ogni libro sono 5 per tutte le classi!
Mi auguro di poter incontrare molti di voi, come già prospettato, in piccole manifestazioni locali (proiezioni video e dia, racconti africani, cene, lotterie, tombolate, e quant’altro vorrete organizzare) che portino voi e i vostri amici, parenti, conoscenti ad incontrare queste realtà e collaborare ad “aiutare questi fratelli” a casa loro, nel loro ambiente culturale e naturale, facendoli sentire “accompagnati al loro futuro” e non “schiavizzati per il nostro futuro”!





Foto del 30 novembre 2017



 Per AIUTARE BUKUNDA:

Bonifico bancario su uno di questi due IBAN:

BANCA CARIGE : Progetto Bukunda
Codice IBAN: IT72Q 06175 14110 000009 208370

NON IMPORTA QUANTO e COME… MA… AIUTATECI!!